Alla manifestazione tenutasi ieri per accompagnare la Global Sumud Flotilla il numero dei partecipanti ha superato quota 50.000. Genova, Gaza chiama? La città risponde
La solidarietà del popolo genovese
Genova, Gaza chiama può sembrare quasi un motto. Ma non lo è. La verità è che la città di Genova ha mostrato un coraggio incredibile, mettendo a disposizione le proprie istituzioni, le proprie risorse e il porto. Questo per supportare la partenza di alcune navi che si uniranno alla flotta Global Sumud Flotilla. La partenza è oggi, 31 agosto. Lo scopo? Forzare il blocco israeliano e accedere a Gaza: portare aiuti umanitari e la speranza del mondo intero. La società civile si è mobilitata come non mai. In Italia, proprio a Genova, Music for Peace e altre associazioni hanno raccolto alimenti di prima necessità sfondando le 250 tonnellate.
L’invisivilità dei telegiornali, la non curanza della politica
Pensate che nessun telegiornale ha riportato le due notizie, in ordine: la raccolta alimentare e la manifestazione che ieri sera ha radunato decine di migliaia di persone. Sui telegiornali troverete di tutto: da dove ha passato le vacanze Giorgia Meloni, alla nuova uscita di Fedez oppure alla “protesta” dei tifosi a Foggia per i biglietti -poveri loro, immaginateli più affranti di un operaio dallo stipendio di 1200 euro dopo 9 ore di lavoro da rendere questa notizia di interesse nazionale -. Non troverete, purtoppo la solidarietà del popolo genovese alla Palestina. La poitica non se ne cura, ma non tutta. La Sindaca di Genova neoeletta, Silvia Salis, ha partecipato in prima persona alle manifestazioni offrendo tutto il sostegno del Comune. il Movimento 5 stelle, invece, ha deciso di destinare 1 milione di euro dal taglio degli stipendi parlamentari (misura che il movimento adotta da quando è entrato in parlamento) in favore di Music for Peace e altre associazioni che si occupano di sostenere la causa palestinese.
Il silenzio del Governo è una vergogna che macchia l’anima
Il silenzio del nostro governo, che in una recente nota di ultima ora sarebbe contrario alla nuova proposta di sanzioni contro Israele, fa molto male. E fa male ai palestinesi, questo è certo, ma anche agli italiani per bene. Il silenzio, unito ad una sorta di favoreggiamento dell’alleato israeliano – perché è ben che si sappia: l’Italia ha già votato contro le sanzioni e non ha mai accettato di riconoscere lo stato palestinese. Questo sanguinario silenzio, vigliacco e complice, uccide l’Italia, nel suo spirito antifascista e antitotalitarista che ha forgiato le battaglie della resistenza e di chi crede che la libertà non sia un requisito ma la raggion d’essere di ogni cosa. Che dire quindi, a chi da Genova sta partendo per Gaza e a chi da tutta italia si unirà nella spedizione: buon vento, speriamo quello giusto.