Fra pochi giorni Global Sumud Flotilla lancerà la missione umanitaria più imponente di sempre verso la striscia di Gaza.
L’iniziativa nel silenzio dei Governi
Si tratta della mobilitazione civile e volontaria che avrà come obiettvio rompere l’assedio israeliano che tiene in ostaggio (oltre che tutto il resto) la costa della striscia. Rompere il blocco navale imposto per consegnare gli aiuti umanitari. La missione, la cui partenza è in programma per fine agosto, sarà il gesto di solidarietà marina più grande di sempre. Global Sumud Flotilla è nata nel corso del 2025 con l’unione di più movimenti tra cui la Freedom Flotilla Coalition, il Global Movement to Gaza, la Maghreb Sumud Flotilla e Sumud Nusantara. L’iniziativa ha già raccolto l’adesione di oltre 15.000 partecipanti, provenienti da 44 Paesi in tutto il mondo. Al momento la flotta conterebbe oltre 80 imbarcazioni, che si uniranno da motlissimi paesi fra cui Spagna, Francia, Italia e Tunisia. Il fine è chiarissimo: non abbandonare la speranza. Ma non basta, qui la speranza si fa forza. Dove i governi falliscono o non vogliono arrivare, lo faranno i civili. Perché la Terra, la nostra, è solo una e abitiamo tutti sotto lo stesso cielo. Fermare il genocidio è un obbligo morale nei confronti dell’umanità.
Tutto il mondo si mobilita
Due mesi fa un’operazione simile fu tentata da Greta Thunberg. Storica attivista per il clima ha sposato a pieno la causa palestinese sostenendo in prima persona Global Sumud Flotilla. Il suo tentativo tuttavia, venne sventato dalla marina israeliana che arrestò l’equipaggio espellendolo dalle aree occupate. infatti, come ben noto, da anni Israele esercita un’occupazione abusiva in tutti i territori palestinesi, anche nelle acque territoriali. Il mondo però non resta con le mani in mano. Sono moltissimi i vip, gli attori e i cantanti che lanciano appelli sui social affinché si metta fine al massacro di innocenti. Ultima, in ordine di arrivo, Madonna. La cantante ha infatti rivolto un appello direttamente allo Stato pontificio. In particolare al Papa in persona. A papa Leone XIV la cantante ha rivolto un appello ben specifico: recarsi a Gaza e aiutare i bambini.

Anche l’Italia, quella per bene, si mobilita
La missione Global Sumud Flotilla e i numerosissimi movimenti associati, hanno generato un’ondata di solidarietà senza precedenti che ha investito e travolto di speranza tutti i popoli. Anche l’Italia non rimarrà in silenzio. Il nostro paese parteciperà attivimente. Music for Peace e CALP si sono uniti alla missione umanitaria con una mobilitazione volontaria. Un obiettivo difficile, ma non impossibile. E c’è bisogno del contributo di tutti. Raccogliere 40 tonnellate di generi in 5 giorni. I generi alimentari richiesti, da consegnare pesso la sede (qui tutte le informazioni sui loro canali social) sono: farina, riso, pasta, zucchero (pacchi da mezzo chilo o chilo), biscotti, pelati e legumi (in latta da 400 gr), miele o marmellata e tonno. Null’altro al di fuori della lista specificata sui canali social.
Nel silenzio del nostro Governo l’Italia si mobilita
Non solo associazioni, anche celebrità italiane si stanno mobilitando da tempo. Mentre al nostro governo viene chiesto, vanamente, di porre l’embargo sulle armi, interrompere i rapporti commerciali con Israele e proporre sanzioni (clicca qui per conoscere la situazione in europa), ognuno si mobilita come può. Fiorella Mannoia, schierata dalla prima ora a sostegno del popolo palestinese, ma non solo. Anche Elisa, Zerocalcare, Alessandro Barbero e molti altri stanno fornendo visibilità mediatica al movimento palestinese. Perché la causa ci riguarda e anche da vicino. Non abbandonare un popolo è un dovere morale da cui il nostro popolo, nato dai bagliori infuocati della Resistenza non può esimersi.