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Crisi Italia-Francia: Salvini su Macron ha sbagliato approccio

Salvini su Macron ha sbagliato. Non nel merito della contestazione, pur legittima. Ma nel metodo, il quale, non è adatto a chi ricopre una carica così importante.

Cosa è successo tra Salvini e Macron?

Prima di tutto, facciamo un po’ di contesto. In una recente dichiarazione il presidente francese Macron ha proprosto, in seguito al raggiungimento di un accordo di pace fra Russia e Ucraina, di inviare dei soldati in territorio ucraino. Lo scopo è perseverare la pace e la stabilità anche al di fuori del conflitto. La posizione del Governo italiano è apparsa subito critica. Il Ministro degli Esteri Tajani ha infatti categoricamente escluso un invio di truppe confermando solamente un aiuto per lo sminamento. Tuttavia, Salvini su Macron ha sbagliato

La risposta e la reazione della Francia

Mercoledì, fermato da un giornalista ad un evento, il Ministro ha risposto a Macron sul tema. Gli ha detto testualmente di “attaccarsi al tram” e se lo desidera “di indossare l’elmetto e andare in Ucraina a combattere“. Una risposta che sa più da bar o da frontman all’opposizione in cerca di consensi, che di vice presidente del Consiglio. La reazione della Francia è stata immediata e ha messo in imbarazzo il nostro governo. L’Eliseo ha convocato l’ambasciatrisce per chiarire le dinamiche e ha ritenuto le parole espresse da Salvini inaccettabili

Salvini e Macron ritratti vicini in un’immagine della stampa

Un modo di fare ambiguo

Sia chiara una cosa. Salvini su Macron ha sbagliato completamente approccio. Ma in questa sede non si intende criticare la sostanza di ciò che ha espresso Salvini, ma il metodo. Questo perché indubbiamente la posizione del Ministro è condivisa da molti. Cittadini preoccupati per l’aumento del costo della vita dovuto ai conflitto, per la questione dei dazi e la risposta debole dell’Ue (qui se ne parla meglio) e così via. Ma questo non può portare una delle cariche istituzionali più alte a fomentare conflitti sfruttando la preoccupazione della gente. In primo luogo perché Salvini non è direttamente coinvolto. La politica estera la fa il Ministro degli esteri e la presidente del Consiglio. In secondo luogo perché vien fuori tutta l’ambiguità di chi è disperatamente a caccia di voti. Salvini ha due facce: quella in Europa, dove critica fortemente la Commissione Von der Leyen, fa la stampella di Trump e grida alla smilitarizzazione dell’Ucraina. Una posizione simile a quella del Movimento 5 stelle, i quali però riconoscono la Russia come dittatura e paese aggressore e ne condannano fermamente le azioni non chiedendo l’abbandono dell’Ucraina. In Italia, invece, Salvini fa parte di un governo che sostiene ciecamente l’invio di armi all’Ucraina e vota in modo favorevole a tutti i provvedimenti. Per tanto, qual è il vero interesse di Salvini? Esprimere le sue posizioni con il voto oppure generare il caos confondendo i cittadini? Facilmente, la risposta si intuisce senza bisogno di aggiungere altro.